Oliver Sacks: che cosa le allucinazioni rivelano delle nostre menti.



Il neurologo e autore Oliver Sacks porta la nostra attenzione sulla sindrome di Charles Bonnet -- persone con problemi visivi che hanno allucinazioni nitide. Descrive le esperienze dei suoi pazienti con dettagli appassionati e ci conduce all'interno della biologia di questo fenomeno poco riportato.

Maggiori info: www.oliversacks.com



Trascrizione:

Vediamo con gli occhi. Ma vediamo anche con il cervello. Il vedere con il cervello si chiama spesso immaginazione. E abbiamo familiarità con i paesaggi della nostra immaginazione, i nostri 'paesaggi interiori'. Ci abbiamo convissuto per tutta la vita. Ma esistono anche le allucinazioni. E le allucinazioni sono completamente diverse: non sembrano essere una nostra creazione. Non sembrano sottostare al nostro controllo. Sembrano venire dall'esterno, e [sembrano] imitare la percezione.

Così parlerò delle allucinazioni. E di un particolare tipo di allucinazione visiva che vedo tra i miei pazienti. Alcuni mesi fa ho ricevuto una telefonata da una casa di cura per anziani in cui lavoro. Mi hanno detto che una delle ospiti, un'anziana signora ultra novantenne, vedeva delle cose. E si chiedevano se avesse perso qualche rotella. O, dato che era una signora anziana, se avesse avuto un ictus, o se soffrisse di Alzheimer.

Così mi hanno chiesto se potevo andare a visitare Rosalie, l'anziana signora. Sono andato a trovarla. Era immediatamente evidente che era perfettamente sana, lucida e con una buona intelligenza. Ma era molto allarmata, e molto sconcertata, perché vedeva delle cose. E mi disse -- le infermiere non mi avevano menzionato questa cosa -- che era cieca, che era completamente cieca, a causa della degenerazione maculare, da cinque anni. Ma ora, negli ultimi giorni, stava vedendo delle cose.

Così le chiesi: "Che tipo di cose?" E lei mi disse: "Persone con vestiti orientali, con drappi, che salgono e scendono le scale. Un uomo che si volta verso di me e sorride. Ma ha dei denti enormi in un lato della bocca. Anche animali. Vedo un edificio bianco. Sta nevicando, una neve soffice. Vedo questo cavallo, con i finimenti, che trascina via la neve. Poi, una notte, la scena cambia. Vedo gatti e cani che vengono verso di me. Arrivano fino ad un certo punto e poi si fermano. Poi cambia ancora. Vedo tanti bambini. Stanno salendo e scendendo le scale. Indossano [vestiti] di colori sgargianti, rosa e blu, come i vestiti orientali."

A volte, mi disse, prima che la gente entri può avere un'allucinazione di quadrati rosa e blu sul pavimento, che sembrano salire fino al soffitto. Dissi: "È come un sogno?" E lei mi disse: "No, non è come un sogno, è come un film." Disse: "C'è il colore. C'è il movimento.Ma è completamente silenzioso, come un film muto." E mi disse che era un film piuttosto noioso. Mi disse: "Tutte queste persone con vestiti orientali, che vanno su e giù: molto ripetitivo, molto limitato." (Risate)

La signora ha senso dell'umorismo. Sapeva che era un'allucinazione. Ma era spaventata. Aveva vissuto per 95 anni e non aveva mai avuto allucinazioni prima. Disse che le allucinazioni non erano legate a niente di ciò che stava pensando o sentendo o facendo.Che sembrava che venissero da sole, o scomparissero [da sole]. Non le controllava. Disse che non riconosceva nessuna delle persone o dei luoghi che vedeva nelle allucinazioni. E che nessuna delle persone o degli animali, bene, sembravano tutti incuranti di lei. E non sapeva cosa stesse succedendo. Si chiedeva se stesse diventando matta, o perdendo la testa.

Bene, l'ho visitata accuratamente. Era un'anziana signora brillante. Perfettamente sana. Non aveva problemi di salute. Non stava assumendo nessuna medicina che potesse causare allucinazioni. Ma era cieca. E allora le dissi: "Penso di sapere che cos'ha." Dissi: "C'è una forma speciale di allucinazione visiva che può accompagnare il deterioramento della vista, o la cecità." "È stata originariamente descritta," dissi, "nel Diciottesimo secolo, da un uomo chiamato Charles Bonnet. Lei ha la sindrome di Charles Bonnet. Non c'è niente che non va nel suo cervello. Non c'è niente che non va nella sua mente. Lei ha la sindrome di Charles Bonnet."

Era molto sollevata, di non avere niente di serio, e anche molto curiosa. Chiese: "Chi è questo Charles Bonnet?" Disse: "L'aveva anche lui?" E disse: "Dica a tutte le infermiere che ho la sindrome di Charles Bonnet." (Risate) "Non sono pazza, non sono demente. Ho la sindrome di Charles Bonnet." Così lo dissi alle infermiere.

Ora, questa per me è una situazione comune. Lavoro per lo più in ospizi. Vedo molte persone anziane che sono audiolese o videolese. Circa il 10 per cento delle persone audiolese hanno allucinazioni musicali. E circa il 10 per cento delle persone videolese ha allucinazioni visive. Non è necessario essere completamente ciechi, è sufficiente avere la vista compromessa.

Ora, secondo la descrizione originale del 18mo secolo, Charles Bonnet non aveva queste allucinazioni: ma suo nonno ne aveva. Suo nonno era un magistrato, una persona anziana.Era stato operato di cataratta. La sua vista era molto scarsa. E nel 1759 descrisse a suo nipote varie cose che stava vedendo.

La prima cosa che disse fu che vedeva un fazzoletto sospeso a mezz'aria. Era un grande fazzoletto blu con quattro cerchi arancioni. E sapeva che era un'allucinazione. Non ci sono fazzoletti sospesi a mezz'aria. Poi vide una grande ruota a mezz'aria. Ma a volte non era sicuro se le sue visioni fossero o meno allucinazioni, perché le allucinazioni si potevano adattare al contesto della visione. Ad esempio una volta, quando le sue nipoti li stavano visitando, disse: "Chi sono questi bei ragazzi che sono con voi?" E loro risposero: "Ahimè, nonno, non ci sono bei ragazzi." E allora i bei ragazzi scomparvero. È tipico di queste allucinazioni che possano comparire in un lampo e scomparire in un lampo. Di solito non aumentano e non si affievoliscono in modo graduale. Arrivano all'improvviso. E cambiano all'improvviso.

Charles Lullin, il nonno, vedeva centinaia di figure diverse, paesaggi diversi di ogni tipo. Una volta vide un uomo in accappatoio che fumava una pipa, e si rese conto di vedere se stesso.Questa fu l'unica figura che riconobbe. Un'altra volta, mentre stava camminando per le strade di Parigi, vide -- e questa era reale -- un'impalcatura. Ma quando tornò a casa vide una miniatura dell'impalcatura alta sei pollici, sul tavolo del suo studio. Questo ripetersi di una percezione a volte viene chiamato palinopsia.

Con lui, e con Rosalie, cosa sembra stia accadendo? -- anche Rosalie chiedeva: "Che cosa sta succedendo?" -- Io le dissi che quando si perde la vista, quando le parti del cervello preposte alla vista non ricevono più nessun input, diventano iperattive ed eccitabili. E iniziano ad accendersi spontaneamente. E si comincia a vedere delle cose. Le cose che si vedono possono essere davvero molto complicate.

Con un'altra delle mie pazienti, che, [come Charles Lullin, ancora] vedeva qualcosa, le visioni che aveva potevano essere inquietanti. Una volta disse che aveva visto un uomo con una camicia a strisce al ristorante. Che si era girato. E quindi si era diviso in sei figure identiche con la camicia a righe, che avevano cominciato ad andare verso di lei. E poi le sei figure si erano ricomposte di nuovo, come una piccola fisarmonica. Una volta, mentre stava guidando, o meglio, suo marito stava guidando, la strada si era divisa in quattro. E si era sentita come se stesse percorrendo simultaneamente le quattro strade.

Aveva delle allucinazioni molto mobili. Molte di esse avavano a che fare con una macchina.A volte poteva vedere un ragazzino seduto sul cofano dell'auto, era molto tenace e si muoveva in modo piuttosto aggraziato quando l'auto voltava. E quando si fermavano, il ragazzo poteva improvvisamente muoversi in verticale, fino ad un'altezza di 100 piedi, e poi scomparire.

Un'altra delle mie pazienti aveva un diverso tipo di allucinazioni. Questa donna non aveva problemi agli occhi, ma, nella parte preposta alla vista del suo cervello, aveva un piccolo tumore, nella corteccia occipitale. E, soprattutto, vedeva dei cartoni animati. Questi cartoni erano trasparenti e coprivano metà del campo visivo, come uno schermo. Vedeva specialmente cartoni di Kermit la Rana. (Risate) Ora, io non guardo il Muppet Show. Ma lei puntualizzò: "Perché Kermit?" disse: "Kermit la Rana non significa niente per me. Sa, stavo pensando ai determinanti freudiani. Perché Kermit? Kermit la Rana non significa niente per me."

Non le importava molto dei cartoni. Ciò che la disturbava era che aveva immagini o allucinazioni molto persistenti di volti e come con Rosalie, i volti erano spesso deformati,con denti molto grandi, o occhi molto grandi. E questi [volti] la spaventavano. Bene, che cosa sta succedendo a queste persone? Come medico, devo cercare di definire ciò che sta succedendo, e rassicurare le persone. Devo specialmente rassicurarle sul fatto che non stanno diventando pazze.

Qualcosa come il 10 per cento, come ho detto, delle persone videolese ha queste allucinazioni. Ma non più dell'un per cento delle persone lo riconosce. Perché hanno paura di essere considerati pazzi, o qualcosa di simile. E se ne parlano con i loro dottori possono avere una diagnosi errata.

In particolare, l'idea è che se vedi delle cose o senti delle cose, stai impazzendo. Ma le allucinazioni psicotiche sono molto diverse. Le allucinazioni psicotiche, sia quelle visive che quelle auditive, si rivolgono a te. Ti accusano. Ti seducono. Ti umiliano. Si prendono gioco di te. Tu interagisci con loro. Non c'è questa caratteristica dell'essere rivolte alla persona, nelle allucinazioni di Charles Bonnet. C'è un film. State vedendo un film che non ha niente a che vedere con voi. Così è come le persone le percepiscono.

C'è anche una cosa rara chiamata epilessia del lobo temporale. E a volte, se una persona ne soffre, si può sentire trasportata indietro ad un tempo ed un luogo nel passato. Siete ad un particolare incrocio. Sentite profumo di castagne arrostite. Sentite il traffico. Tutti i sensi sono coinvolti. E state aspettando la vostra ragazza. Ed è quel giovedì sera del 1982. Le allucinazioni del lobo temporale sono allucinazioni multi-sensoriali, piene di sentimenti, piene di cose familiari, ubicate nello spazio e nel tempo, coerenti, coinvolgenti. Le allucinazioni di Charles Bonnet sono molto diverse.

Così nelle allucinazioni di Charles Bonnet, avete ogni tipo di livello, dalle allucinazioni geometriche, i quadrati rosa e blu che vedeva quella donna, fino ad allucinazioni molto elaborate con figure, e soprattutto volti. I volti, a volte deformati, sono una delle cose più comuni in queste allucinazioni. E la seconda cosa più ricorrente sono i cartoni.

Ma allora, cosa sta succedendo? In modo affascinante, negli ultimi anni, è stato possibile ricostruire l'immagine funzionale del cervello, fare la risonanza magnetica funzionale alle persone che stavano avendo delle allucinazioni. E trovare infatti che si attivano parti diversedel cervello visivo mentre stanno avendo le allucinazioni. Quando le persone hanno queste semplici allucinazioni geometriche, si attiva la corteccia visiva primaria. Questa è la parte del cervello che percepisce i confini e gli schemi. Non si formano immagini con la corteccia visiva primaria.

Quando si formano le immagini, è coinvolta una parte superiore della corteccia visiva nel lobo temporale. E in particolare, un'area del lobo temporale che è chiamata la circonvoluzione fusiforme. È noto che se le persone hanno la circonvoluzione fusiforme danneggiata, possono perdere la capacità di riconoscere i volti. ma se c'è un'attività anomala nella circonvoluzione fusiforme, si possono avere allucinazioni di volti. Questo è esattamente ciò che si trova in alcune di queste persone. C'è un'area nella parte anteriore di questa circonvoluzione in cui si formano le immagini dei denti e degli occhi. Questa parte della circonvoluzione si attiva quando la gente ha allucinazioni di volti deformati.

C'è un'altra parte del cervello che si attiva specialmente quando una persona vede dei cartoni animati. Si attiva quando si riconoscono i cartoni, quando si disegnano i cartoni, e quando si vedono nelle allucinazioni. È molto interessante che ciò sia così specifico. Ci sono altre parti del cervello che sono coinvolte specificamente con il riconoscimento e le allucinazioni di edifici e paesaggi.

Intorno al 1970 si è scoperto che non c'erano solo particolari parti del cervello [coinvolte],ma particolari cellule. le "cellule volto" furono scoperte intorno al 1970. Ora sappiamo che ci sono centinaia di altri tipi di cellule, che possono essere molto molto specifiche. Così non solo si possono avere cellule "auto", ma anche cellule "Aston Martin". (Risate) Ho visto una Aston Martin questa mattina, dovevo inserirla nel discorso. Ed ora è qui da qualche parte.(Risate)

Ora, a questo livello, in quella che è chiamata circonvoluzione temporale inferiore, ci sono solo immagini visive, o invenzioni o frammenti. È solo ad un livello più alto che intervengono gli altri sensi e ci sono le connessioni con la memoria e le emozioni. Nella sindrome di Charles Bonnet non si arriva a questi livelli più alti. Siamo in quei livelli della corteccia visiva inferiore in cui ci sono migliaia e decine di migliaia e milioni di immagini, o immagini di fantasia o frammenti di immagini di fantasia, tutte codificate a livello neurale, in cellule particolari o in piccoli agglomerati di cellule.

Normalmente queste sono tutte parti del flusso integrato della percezione, o dell'immaginazione. E non se ne è consci. È solo se una persona è videolesa, o cieca, che il processo è interrotto. E invece di avere una normale percezione, si ha un'anarchica,convulsa stimolazione, o rilasco, di tutte queste cellule visive, nella circonvoluzione temporale inferiore. Così, improvvisamente, vedete una faccia. Improvvisamente vedete una macchina. Improvvisamente questo e improvvisamente quello. La mente fa del suo meglio per organizzare, e dare una qualche coerenza a tutto ciò. Ma senza un grande successo.

Quando queste [allucinazioni] furono descritte per la prima volta si pensò che potessero essere interpretate come sogni. Ma di fatto le persone dicevano, "Non riconosco le persone. Non riesco a fare nessuna associazione." "Kermit non significa niente per me." Non si arriva da nessuna parte considerandole come sogni.

Bene, ho più o meno detto quello che volevo. Penso di voler solo riassumere e dire che ciò è comune. Pensate al numero delle persone cieche. Devono esserci centinaia di migliaia di persone cieche che hanno queste allucinazioni, ma hanno troppa paura di parlarne. Così questa cosa ha bisogno di essere portata alla luce, per i pazienti, per i dottori, per il pubblico. Infine, penso che siano infinitamente interessanti, e preziose, perché ci danno un quadro di come lavora il cervello.

Charles Bonnet disse, 250 anni fa -- si chiedeva come, pensando a queste allucinazioni,come, per dirlo con le sue parole, "il teatro della mente potesse essere generato dal macchinario del cervello". Ora, 250 anni dopo, penso che stiamo cominciando a intravvedere come ciò viene fatto. Grazie mille!

(Applauso)

Chris Anderson: È stato magnifico. Molte grazie. Ha parlato di queste cose con così tanta profondità ed empatia per i suoi pazienti. Ha sperimentato qualcuna delle sindromi di cui scrive?

Oliver Sacks: Temevo che me lo chiedesse. (Risate) Beh, sì, molte. In realtà sono un po' videoleso. Son cieco in un occhio, e l'altro non vede molto bene. Ed ho le allucinazioni geometriche. Ma si fermano qui.

C.A.: E non la disturbano? Dato che lei sa cosa le causa, ciò non la preoccupa?

O.S.: Bene, non mi disturbano più del mio acufene. Che ignoro. A volte mi interessano. Ed ho molti loro disegni nei miei taccuini. Ho fatto una risonanza magnetica funzionale per vedere come la mia corteccia visiva prende il controllo. E quando vedo questi esagoni e cose complesse, che ho anche, nell'emicrania visiva, mi chiedo se tutti vedono cose come queste, e se cose come l'arte preistorica, o l'arte ornamentale possano derivarne in parte.

È stato un discorso molto affascinante. Grazie mille per averlo condiviso

O.S.: Grazie. Grazie. (Applausi)

Transcript

We see with the eyes, but we see with the brain as well. And seeing with the brain is often called imagination. And we are familiar with the landscapes of our own imagination, our inscapes. We've lived with them all our lives. But there are also hallucinations as well, and hallucinations are completely different. They don't seem to be of our creation. They don't seem to be under our control. They seem to come from the outside, and to mimic perception.

So I am going to be talking about hallucinations, and a particular sort of visual hallucinationwhich I see among my patients. A few months ago, I got a phone call from a nursing home where I work. They told me that one of their residents, an old lady in her 90s, was seeing things, and they wondered if she'd gone bonkers or, because she was an old lady, whether she'd had a stroke, or whether she had Alzheimer's.

And so they asked me if I would come and see Rosalie, the old lady. I went in to see her. It was evident straight away that she was perfectly sane and lucid and of good intelligence,but she'd been very startled and very bewildered, because she'd been seeing things. And she told me -- the nurses hadn't mentioned this -- that she was blind, that she had been completely blind from macular degeneration for five years. But now, for the last few days, she'd been seeing things.

So I said, "What sort of things?" And she said, "People in Eastern dress, in drapes, walking up and down stairs. A man who turns towards me and smiles. But he has huge teeth on one side of his mouth. Animals too. I see a white building. It's snowing, a soft snow. I see this horse with a harness, dragging the snow away. Then, one night, the scene changes. I see cats and dogs walking towards me. They come to a certain point and then stop. Then it changes again. I see a lot of children. They are walking up and down stairs. They wear bright colors, rose and blue, like Eastern dress."

Sometimes, she said, before the people come on, she may hallucinate pink and blue squares on the floor, which seem to go up to the ceiling. I said, "Is this like a dream?" And she said, "No, it's not like a dream. It's like a movie." She said, "It's got color. It's got motion. But it's completely silent, like a silent movie." And she said that it's a rather boring movie. She said, "All these people with Eastern dress, walking up and down, very repetitive, very limited." (Laughter)

And she has a sense of humor. She knew it was a hallucination. But she was frightened. She'd lived 95 years and she'd never had a hallucination before. She said that the hallucinations were unrelated to anything she was thinking or feeling or doing, that they seemed to come on by themselves, or disappear. She had no control over them. She said she didn't recognize any of the people or places in the hallucinations. And none of the people or the animals, well, they all seemed oblivious of her. And she didn't know what was going on. She wondered if she was going mad or losing her mind.

Well, I examined her carefully. She was a bright old lady, perfectly sane. She had no medical problems. She wasn't on any medications which could produce hallucinations. But she was blind. And I then said to her, "I think I know what you have." I said, "There is a special form of visual hallucination which may go with deteriorating vision or blindness. This was originally described," I said, "right back in the 18th century, by a man called Charles Bonnet. And you have Charles Bonnet syndrome. There is nothing wrong with your brain. There is nothing wrong with your mind. You have Charles Bonnet syndrome."

And she was very relieved at this, that there was nothing seriously the matter, and also rather curious. She said, "Who is this Charles Bonnet?" She said, "Did he have them himself?" And she said, "Tell all the nurses that I have Charles Bonnet syndrome."(Laughter) "I'm not crazy. I'm not demented. I have Charles Bonnet syndrome." Well, so I did tell the nurses.

Now this, for me, is a common situation. I work in old-age homes, largely. I see a lot of elderly people who are hearing impaired or visually impaired. About 10 percent of the hearing impaired people get musical hallucinations. And about 10 percent of the visually impaired people get visual hallucinations. You don't have to be completely blind, only sufficiently impaired.

Now with the original description in the 18th century, Charles Bonnet did not have them. His grandfather had these hallucinations. His grandfather was a magistrate, an elderly man.He'd had cataract surgery. His vision was pretty poor. And in 1759, he described to his grandson various things he was seeing.

The first thing he said was he saw a handkerchief in midair. It was a large blue handkerchiefwith four orange circles. And he knew it was a hallucination. You don't have handkerchiefs in midair. And then he saw a big wheel in midair. But sometimes he wasn't sure whether he was hallucinating or not, because the hallucinations would fit in the context of the visions.So on one occasion, when his granddaughters were visiting them, he said, "And who are these handsome young men with you?" And they said, "Alas, Grandpapa, there are no handsome young men." And then the handsome young men disappeared. It's typical of these hallucinations that they may come in a flash and disappear in a flash. They don't usually fade in and out. They are rather sudden, and they change suddenly.

Charles Lullin, the grandfather, saw hundreds of different figures, different landscapes of all sorts. On one occasion, he saw a man in a bathrobe smoking a pipe, and realized it was himself. That was the only figure he recognized. On one occasion when he was walking in the streets of Paris, he saw -- this was real -- a scaffolding. But when he got back home, he saw a miniature of the scaffolding six inches high, on his study table. This repetition of perception is sometimes called palinopsia.

With him and with Rosalie, what seems to be going on -- and Rosalie said, "What's going on?" -- and I said that as you lose vision, as the visual parts of the brain are no longer getting any input, they become hyperactive and excitable, and they start to fire spontaneously. And you start to see things. The things you see can be very complicated indeed.

With another patient of mine, who, also had some vision, the vision she had could be disturbing. On one occasion, she said she saw a man in a striped shirt in a restaurant. And he turned around. And then he divided into six figures in striped shirts, who started walking towards her. And then the six figures came together again, like a concertina. Once, when she was driving, or rather, her husband was driving, the road divided into four and she felt herself going simultaneously up four roads.

She had very mobile hallucinations as well. A lot of them had to do with a car. Sometimes she would see a teenage boy sitting on the hood of the car. He was very tenacious and he moved rather gracefully when the car turned. And then when they came to a stop, the boy would do a sudden vertical takeoff, 100 foot in the air, and then disappear.

Another patient of mine had a different sort of hallucination. This was a woman who didn't have trouble with her eyes, but the visual parts of her brain, a little tumor in the occipital cortex. And, above all, she would see cartoons. These cartoons would be transparent and would cover half the visual field, like a screen. And especially she saw cartoons of Kermit the Frog. (Laughter) Now, I don't watch Sesame Street, but she made a point of saying,"Why Kermit?" She said, "Kermit the Frog means nothing to me. You know, I was wondering about Freudian determinants. Why Kermit? Kermit the Frog means nothing to me."

She didn't mind the cartoons too much. But what did disturb her was she got very persistentimages or hallucinations of faces and as with Rosalie, the faces were often deformed, with very large teeth or very large eyes. And these frightened her. Well, what is going on with these people? As a physician, I have to try and define what's going on, and to reassure people, especially to reassure them that they're not going insane.

Something like 10 percent, as I said, of visually impaired people get these. But no more than one percent of the people acknowledge them, because they are afraid they will be seen as insane or something. And if they do mention them to their own doctors they may be misdiagnosed.

In particular, the notion is that if you see things or hear things, you're going mad, but the psychotic hallucinations are quite different. Psychotic hallucinations, whether they are visual or vocal, they address you. They accuse you. They seduce you. They humiliate you. They jeer at you. You interact with them. There is none of this quality of being addressed with these Charles Bonnet hallucinations. There is a film. You're seeing a film which has nothing to do with you, or that's how people think about it.

There is also a rare thing called temporal lobe epilepsy, and sometimes, if one has this, one may feel oneself transported back to a time and place in the past. You're at a particular road junction. You smell chestnuts roasting. You hear the traffic. All the senses are involved. And you're waiting for your girl. And it's that Tuesday evening back in 1982. And the temporal lobe hallucinations are all-sense hallucinations, full of feeling, full of familiarity, located in space and time, coherent, dramatic. The Charles Bonnet ones are quite different.

So in the Charles Bonnet hallucinations, you have all sorts of levels, from the geometrical hallucinations -- the pink and blue squares the woman had -- up to quite elaborate hallucinations with figures and especially faces. Faces, and sometimes deformed faces, are the single commonest thing in these hallucinations. And one of the second commonest is cartoons.

So, what is going on? Fascinatingly, in the last few years, it's been possible to do functional brain imagery, to do fMRI on people as they are hallucinating. And in fact, to find that different parts of the visual brain are activated as they are hallucinating. When people have these simple geometrical hallucinations, the primary visual cortex is activated. This is the part of the brain which perceives edges and patterns. You don't form images with your primary visual cortex.

When images are formed, a higher part of the visual cortex is involved in the temporal lobe.And in particular, one area of the temporal lobe is called the fusiform gyrus. And it's known that if people have damage in the fusiform gyrus, they maybe lose the ability to recognize faces. But if there is an abnormal activity in the fusiform gyrus, they may hallucinate faces,and this is exactly what you find in some of these people. There is an area in the anterior part of this gyrus where teeth and eyes are represented, and that part of the gyrus is activated when people get the deformed hallucinations.

There is another part of the brain which is especially activated when one sees cartoons. It's activated when one recognizes cartoons, when one draws cartoons, and when one hallucinates them. It's very interesting that that should be specific. There are other parts of the brain which are specifically involved with the recognition and hallucination of buildings and landscapes.

Around 1970, it was found that there were not only parts of the brain, but particular cells."Face cells" were discovered around 1970. And now we know that there are hundreds of other sorts of cells, which can be very, very specific. So you may not only have "car" cells,you may have "Aston Martin" cells. (Laughter) I saw an Aston Martin this morning. I had to bring it in. And now it's in there somewhere. (Laughter)

Now, at this level, in what's called the inferotemporal cortex, there are only visual images, or figments or fragments. It's only at higher levels that the other senses join in and there are connections with memory and emotion. And in the Charles Bonnet syndrome, you don't go to those higher levels. You're in these levels of inferior visual cortex where you have thousands and tens of thousands and millions of images, or figments, or fragmentary figments, all neurally encoded in particular cells or small clusters of cells.

Normally these are all part of the integrated stream of perception, or imagination, and one is not conscious of them. It is only if one is visually impaired or blind that the process is interrupted. And instead of getting normal perception, you're getting an anarchic, convulsive stimulation, or release, of all of these visual cells in the inferotemporal cortex. So, suddenly you see a face. Suddenly you see a car. Suddenly this, and suddenly that. The mind does its best to organize and to give some sort of coherence to this, but not terribly successfully.

When these were first described, it was thought that they could be interpreted like dreams.But in fact people say, "I don't recognize the people. I can't form any associations." "Kermit means nothing to me." You don't get anywhere thinking of them as dreams.

Well, I've more or less said what I wanted. I think I just want to recapitulate and say this is common. Think of the number of blind people. There must be hundreds of thousands of blind people who have these hallucinations, but are too scared to mention them. So this sort of thing needs to be brought into notice, for patients, for doctors, for the public. Finally, I think they are infinitely interesting and valuable, for giving one some insight as to how the brain works.

Charles Bonnet said, 250 years ago -- he wondered how, thinking these hallucinations, how, as he put it, the theater of the mind could be generated by the machinery of the brain. Now, 250 years later, I think we're beginning to glimpse how this is done. Thanks very much.

(Applause)

Chris Anderson: That was superb. Thank you so much. You speak about these things with so much insight and empathy for your patients. Have you yourself experienced any of the syndromes you write about?

Oliver Sacks: I was afraid you'd ask that. (Laughter) Well, yeah, a lot of them. And actually I'm a little visually impaired myself. I'm blind in one eye, and not terribly good in the other.And I see the geometrical hallucinations. But they stop there.

CA: And they don't disturb you? Because you understand what's doing it, it doesn't make you worried?

OS: Well they don't disturb me any more than my tinnitus, which I ignore. They occasionally interest me, and I have many pictures of them in my notebooks. I've gone and had an fMRI myself, to see how my visual cortex is taking over. And when I see all these hexagons and complex things, which I also have, in visual migraine, I wonder whether everyone sees things like this, and whether things like cave art or ornamental art may have been derived from them a bit.

CA: That was an utterly, utterly fascinating talk. Thank you so much for sharing.

OS: Thank you. Thank you. (Applause)

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